IL RETTORE E L’ULTREYA

La metodologia del nostro Movimento, per altri versi precisa e dettagliata, poco dice sulla figura e sulle funzioni del Rettore d’Ultreya, come del resto non da indicazioni sullo schema di svolgimento dell’Ultreya stessa. E questo è un bene, significa più libertà, fintanto che questa libertà di iniziativa e di organizzazione viene usata con equilibrio, umiltà e intelligenza, salvaguardando in ogni caso lo spirito “vivenziale” dell’incontro settimanale. In questo contesto assume particolare rilievo la figura del Rettore d’Ultreya.

Il Rettore d’Ultreya durante la settimana

L’impegno del Rettore d’Ultreya non si esaurisce con la serata nella quale si svolge l’Ultreya.      Vi sono, durante la settimana, alcune importanti incombenze necessarie alla preparazione dell’Ultreya della settimana seguente. D’altronde il nostro è un “cammino di Fede” che non può esaurirsi nello spazio di alcune ore

La valigetta del Rettore dovrà essere controllata ed eventualmente ripulita di tutto ciò che di superfluo può contenere. Lettere, scritti vari, documenti, libri, intendenze di vecchia data e non più servibili dovranno essere eliminati senza indugio. La valigetta dovrà contenere solo ciò che è utile e necessario alla conduzione dell’Ultreya.

Il Rettore dovrà trascrivere sul Quaderno dell’Ultreya le note che si sarà preso durante l’Ultreya e cioè: Nome del rettore, nome del Direttore Spirituale, nome del rollista, breve riassunto del Rollo rollo (che consegnerà al Responsabile d’Ultreya per essere inviato alla rivista nazionale) il nome dei fratelli e sorelle che hanno fatto le risonanze, numero dei presenti e tutte le altre informazioni che crede opportuno. Il Quaderno dell’Ultreya è un piccolo archivio che il Movimento conserverà per la sua storia.

Uno dei compiti principali, e più difficili, è quello di trovare il rollista per l’Ultreya seguente e di conoscere il tema del rollo. Può farlo nei modi che riterrà opportuno facendo ricorso alla sua creatività e fantasia, attraverso le sue conoscenze, con la collaborazione dei fratelli Responsabili dei gruppi d’Ultreya (G.U.) o che hanno partecipato alla riunione di Gruppo e che hanno sentito una testimonianza significativa. Provvederà a contattare il rollista, a farsi dare qualche informazione sull’argomento del rollo e metterà il rollista in contatto con il direttore spirituale.

Dovrà spedire le E-mail di Buon Compleanno o telefonare personalmente a fratelli che non frequentano l’Ultreya e che ancora conservano contatti con il Movimento tramite l’abbonamento al nostro Notiziario o (che si trova nella valigetta) e che partecipano ai momenti forti del Cursillo, quali i rientri e le penitenziali. Dovrà anche telefonare per altri avvenimenti, quali nascite di figli o nipoti, matrimoni ecc.

Farà il possibile per mantenere contatti, personali o telefonici, con i fratelli che vivono momenti particolari (sia buoni che cattivi) a nome di tutti i fratelli dell’Ultreya.

Se qualche fratello, che abitualmente frequenta l’Ultreya non si vede da tempo, potrà informarsi tramite il Responsabile dell’Ultreya o i Responsabili dei G.U., se le assenze sono dovute a motivi particolari.

Qualche ora prima di partire per l’Ultreya telefonerà al Responsabile d’Ultreya per avere le ultime notizie da comunicare in Ultreya.
Se per motivi di salute dovesse essere sostituito, avrà cura di comunicarlo nei tempi ragionevolmente possibili al Responsabile dell’Ultreya, il quale provvederà a avvertire qualche altro fratello per la sostituzione.

Se non è stato possibile trovare un rollista, avvertirà del fatto il Responsabile dell’Ultreya e il Direttore Spirituale. L’Ultreya si svolgerà come sempre, si informeranno i frateli in Ultreya e si chiederà loro se hanno qualche testimonianza da fare.

Se non c’è il Direttore Spirituale, al posto del rollo mistico si potrà organizzare un momento di preghiera, magari con la recita dei salmi. Si può anche chiedere ai presenti una riflessione comunitaria su un brano del Vangelo. Tutto è delegato alla fantasia del rettore.

Per tutti gli altri contrattempi, il rettore in carica, come qualsiasi altra persona in simili circostanze, dovrà soprattutto far ricorso ad una forte dose di una qualità che spesso viene trascurata: il buon senso!

Il Rettore d’Ultreya

Come sapete, i rettori vengono scelti dal Responsabile d’Ultreya e durano in carica circa due mesi. Il periodo di tempo non è tassativo, dipende da molti fattori, ma si tende a non gravare per un tempo eccessivo una persona con un incarico che, se svolto con la dovuta dedizione e attenzione, assorbe parecchio tempo e parecchie energie.

Non vi sono criteri particolari per la scelta dei rettori anche se alcune caratteristiche personali vengono tenute in considerazione. Molti di noi hanno già svolto questo servizio, altri saranno chiamati o richiamati a farlo in futuro e fin d’ora dobbiamo guardare a questa chiamata come a un dono dello Spirito Santo, come a un momento di grazia per la crescita nella Fede, nostra e di quanti incontreremo nel nostro cammino. Infatti, non si fa il rettore ma si risponde ad una chiamata del Signore. E quando cesserà l’incarico, dovremo cercare di conservare in noi lo stesso spirito di servizio all’evangelizzazione e al Movimento che ci hanno guidati durante l’incarico.

Intendiamoci, per “buon rettore” non si intende chi ha un particolare fascino personale, oppure chi ha una vasta cultura, né chi ha grandi capacità di esprimersi, molta disinvoltura e grandi capacità organizzative; tutte cose buone e, se vogliamo, importanti, ma non essenziali. Ciò che invece è essenziale è la volontà di servire Cristo nei fratelli tramite l’Ultreya con tutta l’umiltà, la disponibilità, la capacità e l’amore di cui si è capaci. Tanta amicizia, tanto amore e tanta passione. Solo così, e nonostante i nostri limiti, sapremo dare all’Ultreya quell’impronta di incontro gioioso nel nome di Cristo che noi tutti auspichiamo e che il Cursillo ci chiede.

Solo un breve richiamo a ciò che l’Ultreya è o dovrebbe essere.
Leggiamo dalle “Idee Fondamentali”:
“L’Ultreya è una comunità ecclesiale che si riunisce per condividere la vivenza del fondamentale cristiano e potenziare l’impegno di fermentare cristianamente gli ambienti”.

Se riusciamo a comprendere in tutte le sue sfumature il senso e il significato di questa bella definizione dell’Ultreya, tutto il resto, mi riferisco allo schema e al metodo di svolgimento, può diventare secondario.

Il Rettore deve agire con umiltà e discrezione, evitando il rischio sempre presente del “protagonismo” e di scambiare la sedia del rettore per un palcoscenico, il rettore può creare l’atmosfera adatta all’incontro, renderlo più interessante, gradevole, fecondo, gioioso e, perché no, simpatico e attraente. Ci hanno già avvertito al Cursillo che un cristiano troppo serioso non è un cristiano santo. Non vi è niente di male a volere fare una “bella figura”, è un umanissimo desiderio, purché questo desiderio non sia fine a se stesso e non ci si dimentichi che l’unica “bella figura” dobbiamo farla fare a Gesù.

Non vi sono tra noi “maestri d’Ultreya”. Ma tutti insieme, partendo dalle finalità dell’Ultreya e del Cursillo, dalla nostra personale esperienza e dal buon senso, (così spesso trascurato), cercheremo di imparare a svolgere al meglio il nostro servizio.

Ora parleremo di come si svolge un’Ultreya tipo, tenendo presente che gli schemi di svolgimento variano da Ultreya ad Ultreya.

Il Rettore in Ultreya

L’Ultreya non ha inizio, come comunemente si crede, con il canto “Decolores” (o con altri canti) ma con l’accoglienza ai fratelli. Il Rettore non deve “fare accoglienza”, deve “essere accogliente”, non compiere quindi un gesto formale, ma sentire dentro di sé la gioia, che trasmetterà ai fratelli, di essere fra amici che si amano e che sono amati da Cristo. Avrà cura di arrivare dieci minuti prima dell’orario stabilito per potere provvedere in tempo alla preparazione dell’ambiente: tavolino, sedie, striscioni, luci accese, foglio della preghiera allo Spirito Santo, agenda dei compleanni, note varie, schema di svolgimento, notizie e comunicazioni, penne e quant’altro richiesto.

Il Rettore potrà così dedicarsi con particolare attenzione ai nuovi fratelli, ai fratelli che ritornano in Ultreya dopo un lunga assenza, ai fratelli che hanno difficoltà di comunicazione (ai timidi). Un’accoglienza fraterna e calorosa predispone benevolmente i fratelli. Dovrà evitare di soffermarsi troppo a lungo con gli amici personali.

La preghiera d’invocazione allo Spirito Santo può essere fatta dal sacerdote, ma anche comunitariamente.

Seguono i saluti di benvenuto, di introduzione all’Ultreya e di presentazione del rollista, secondo lo schema usato nella singola Ultreya. Il Rettore rimarrà in piedi durante il saluto e l’introduzione all’Ultreya. Se ben preparato, questo momento può aiutare a creare un’atmosfera propizia all’ascolto e alla condivisione, può aiutare a predisporre i fratelli ad aprire il cuore e la mente all’ascolto della Parola di Dio testimoniata dalle vivenze e commentata dal sacerdote. E’ consigliabile che tutto sia già messo per iscritto e può essere tranquillamente letto. L’introduzione potrà essere preparata anche citando qualche brano della letteratura del Movimento (Ideario, Meditazioni per Responsabili, Guida ai Responsabili dell’Ultreya, il Notiziario dei Cursillos ecc.) e ha lo scopo di riproporre e rimotivare alcuni aspetti della nostra riunione settimanale.

L’introduzione al Rollo dovrà essere sobria, eviterà eccessive anticipazioni sul tema trattato, per non condizionare ciò che il rollista si è proposto di dire, ed eviterà riflessioni e commenti di carattere dottrinale o teologico che sono di competenza del sacerdote. Prima dell’inizio, il rettore avrà parlato con il rollista per incoraggiarlo e per avere la conferma del Rollo. Il rettore eviti di presentare il rollo come una super-vivenza, perché tale non è, e per non creare nell’assemblea aspettative immotivate. Il Rettore prenderà le note necessarie per compilare il quaderno dell’Ultreya.

Al termine del Rollo-rollo, il rettore proporrà un breve silenzio di riflessione su quanto è stato ascoltato. Questo silenzio è importante, perché permette ai fratelli non solo di riflettere sul contenuto del rollo, ma anche di ricordare i loro momenti vicino a Cristo. Inviterà poi i presenti che avessero qualche risonanza (e cioè qualche testimonianza di vita cristiana), possibilmente ma non necessariamente in sintonia con quanto ascoltato). Questo è un momento delicato. Il vuoto che a volte si crea, il silenzio prolungato, possono creare notevoli disagi sia nei nuovi che negli anziani. Se non vi sono risonanze, non casca il mondo. Si prosegue con il Rollo mistico, e si eviterà così che qualcuno si senta costretto a riempire i silenzi con risonanze tappa-buchi.

Rollo mistico da parte del sacerdote. Non è nostro compito e sarebbe indelicato dare suggerimenti al sacerdote. Di solito i preti sanno fare bene il loro mestiere. Non sarebbe comunque male che i sacerdoti riuscissero a inserire il tema del Rollo mistico in un contesto evangelico e commentarlo da quella angolatura. Dopo il Rollo mistico, altro momento di silenzio (non abbiamo paura dei silenzi, ne abbiamo tutti tanto bisogno, anche se sappiamo quanto siano difficili da gestire).

Successivamente darà le comunicazioni, già in precedenza preparate. Attiviamoci per avere anche comunicazioni gioiose, non solo ammalati e morti. Darà spazio ai presenti se hanno qualche notizia da fornire, lasciamoli parlare, così pure darà spazio ai responsabili dei vari gruppi operativi se hanno particolari comunicazioni da fare. Non giova a nessuno un clima “formale” e di rigida disciplina, con tutto previsto e preparato. Lettura dei compleanni e canto di auguri. Il Rettore avrà cura di leggere in anticipo i nomi dei fratelli e delle sorelle che compiono gli anni, per evitare di storpiarli.

Prima di annunciare la riunione di gruppo, il Rettore potrà ricordare brevemente qualche aspetto della finalità della riunione, magari riportando qualche breve frase dalle Idee Fondamentali o da altra letteratura del Movimento. Il Rettore cerchi di non interrompere le riunione andando alla caccia di “rollisti” per la settimana successive, questo potrà, anzi dovrà, essere fatto dagli animatori dei gruppi.

Infine predisporrà la visita al Santissimo, dovrà accertarsi che le luci della cappella siano accese. I canti saranno già stati scelti e i libretti già predisposti. Il Rettore avrà già preparato una preghiera dei fedeli, oltre che la preghiera per i Cursillos nel mondo, che leggerà alla fine della preghiera dei fedeli. E’ importante non banalizzare questo importante momento con invocazioni ripetitive. Se apriamo il nostro cuore e la nostra mente allo Spirito, Egli ci porrà sulle labbra le parole e le invocazioni di cui abbiamo veramente bisogno.
Alla fine non mancherà il saluto e l’arrivederci alla settimana seguente da parte del Rettore.